Una storia partita dal Road 66: Danilo Stendardo, uno dei “padri fondatori” della movida leccese, racconta 20 anni di successi

È stato uno dei fondatori di quel movimento chiamato movida, che ha rivoluzionato il modo di vivere le serate di generazioni di salentini. La sua prima creatura è stata il Road 66, crogiolo di culture, di musica, di cabaret, di divertimento e di voglia di stare insieme per cui tanti giovani, e meno giovani, oggi gli sono riconoscenti. Sì, perché sono passati 20 anni da quando Danilo Stendardo, insieme ad altri 3 ventenni come lui, si è buttato a capofitto nella sua prima avventura imprenditoriale, ovvero un pub in stile old America a poca distanza da Porta San Biagio, che non era esattamente il fulcro dei ritrovi serali durante i sonnacchiosi anni Novanta leccesi. Ma quella novità, ben presto, è riuscita a spostare masse di universitari, di professionisti, di artisti sull’altro lato del centro storico, rendendo via dei Perroni una delle mete dello struscio serale.

danilo stendardoÈ stato uno dei fondatori di quel movimento chiamato movida, che ha rivoluzionato il modo di vivere le serate di generazioni di salentini. La sua prima creatura è stata il Road 66, crogiolo di culture, di musica, di cabaret, di divertimento e di voglia di stare insieme per cui tanti giovani, e meno giovani, oggi gli sono riconoscenti. Sì, perché sono passati 20 anni da quando Danilo Stendardo, insieme ad altri 3 ventenni come lui, si è buttato a capofitto nella sua prima avventura imprenditoriale, ovvero un pub in stile old America a poca distanza da Porta San Biagio, che non era esattamente il fulcro dei ritrovi serali durante i sonnacchiosi anni Novanta leccesi. Ma quella novità, ben presto, è riuscita a spostare masse di universitari, di professionisti, di artisti sull’altro lato del centro storico, rendendo via dei Perroni una delle mete dello struscio serale.

Anno dopo anno, «quella meravigliosa alchimia chiamata Road 66», come suole definirla Danilo, gli ha regalato tante soddisfazioni: tanti musicisti, cantanti, comici, artisti, perfino Carla Fracci, sono passati dal Road 66, che nel 2001 è stato annoverato da Rai 2 “Costume e società” tra i 10 migliori locali d’Italia.

«Ho iniziato a conoscere il mondo della notte e della ristorazione nord europeo a 19 anni, durante il mio primo viaggio interrail. Poi l’intuizione: importare nella mia città quella cultura del fare tardi, senza mai rinunciare a un approccio culturale, con cui far conoscere ai miei coetanei altre realtà che a Lecce ancora non erano arrivate. Il tutto è avvenuto con l’incoscienza che solo i 20 anni sanno darti e con l’aiuto dei miei storici amici Fabrizio, Roberto e Frank», racconta l’imprenditore.

A 45 anni suonati, Danilo sa bene che quell’avventura è diventata la sua ragione professionale, a costo di tanti sacrifici: a oggi, l’imprenditore leccese gestisce in società con vari amici ben 6 locali, ovvero Road 66, Tennent’s Grill, Casa Maialotti, L’allegra Scottona, Birrosteria Moretti e Rubens. «Oggi, devo il mio grazie anche alle mie socie Simona Greco e Vanessa Stendardo, senza le quali sarebbe troppo difficile riuscire a gestire tante situazioni contemporaneamente», afferma Danilo.

Il suo futuro Danilo ce l’ha già in testa, perché un vero imprenditore sa vedere cosa c’è oltre l’orizzonte: «Mi specializzerò nella ricettività, che è la direzione obbligata per questo territorio. Ma il Road sarà sempre nel mio cuore e spero di poterci trascorrere la mia vecchiaia, perché lo sento come la mia casa».

@ Road 66

Serena Costa

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