• La sagra è nata dall’idea di valorizzare un prodotto naturale della nostra terra che veniva usato, spesso, dai nostri nonni come piatto unico. La ricetta nasce dall’esigenza di sfruttare al massimo le risorse della terra che non sono sempre state abbondanti, il pomodoro veniva coltivato da tutti perchè permetteva di fare la salsa per l’inverno e poi molto usato per le friselle. I pomodori più piccoli, più maturi o nati male venivano soffritti con dell’olio d’oliva in una padella larga direttamente sul fuoco insieme alla cipolla. Il rumore che fa il pomodorino nella cottura è lo “schiattarisciamentu”. C’è invece chi sostiene che si chiami schiattarisciatu perchè per mangiarlo si schiaccia con del pane (panetto) per fare uscire il succo quindi “schiattarisciatu”. Il piatto povero ma molto buono e ricco di fantasia permetteva a chiunque di variare la ricetta con l’aggiunta di, come quelli cucinati alla sagra, carne, salciccia, peperoni, basilico… Il pomodoro “schiattarisciatu” da sempre è con la cucina del sud, dei nostri nonni che dalla terra ricavavano tutto il necessario per il loro sostentamento.

    Durante i tre giorni di sagra si svolgerà il “Concorso Canoro 2017” e sarà allestito un parco giochi per bambini… Ingresso libero – Vi Aspettiamo!!!