• Il 14 e 15 ottobre, ritorna a Muro Leccese, come ogni anno, la terza domenica di ottobre, l’appuntamento con la festa de “lu Porcu meu”, una celebrazione delle specialità enogastronomiche a base di carne di maiale che si ripete da trentatré anni.

    Una festa storica, ormai diventata una tradizione dell’autunno salentino, nata per caso una sera, oltre trenta anni fa, da un gruppo di amici, che per divertirsi e stare tutti insieme in compagnia, decisero di cucinare un maiale intero da condividere, in ogni sua parte.

    Proprio come quella prima serata tra amici, la festa, anche se nel corso degli anni si è estesa e si è sviluppata, rimane un momento di condivisione di gioia e di ospitalità, antichi valori tramandati dalla civiltà messapica, di cui a Muro restano e si ritrovano preziose testimonianze archeologiche.

    Oggi, come ieri, il maiale è il re della festa, protagonista indiscusso di una due giorni, in cui si incontrano i sapori della gastronomia autunnale, ricorrenza imperdibile per gli amanti della buona cucina e del divertimento che qui si ritrovano da ogni parte del Salento e non solo.

    Tra i vari stand allestiti nell’Area Mercatale sono tante le bontà che si potranno gustare, l’immancabile bollito, la carne alla griglia e altre prelibatezze a base di carne e diverse specialità tipiche.

    Seguendo l’antico spirito dell’accoglienza, quest’anno l’Associazione Pastorella, apre le porte alla solidarietà ospitando nei propri spazi una delegazione di Visso, paese del centro Italia colpito dal terremoto dell’ottobre dello scorso anno.

    Ad unire le due città proprio “lu porcu meu” il maiale in dialetto Salentino, Visso è storicamente produttrice di salumi, è la patria del Ciascuolo o meglio del “Vissuscolo” insaccato composto da un impasto di carne di maiale. Nei due giorni di festa saranno presenti il sindaco di Visso Giuliano Pazzaglini, Alessandro Bordoni responsabile commerciale per il Sud Italia di acqua Nerea, uno degli stabilimenti che ha resistito alle scosse ed un rappresentante dei produttori locali che si occuperà della vendita diretta negli stand. Si potranno gustare salumi marchigiani ed altre specialità, sostenendo la ricostruzione e la rinascita delle aziende del piccolo paese che tanto ha sofferto quando la terra ha tremato.

    Sabato 14 alle ore 19,00, start della festa con l’apertura degli stand enogastronomici, a seguire musica popolare e la pizzica delle Mute Terre in seconda serata Ritmo Binario.

    Nella giornata di domenica si entra nel vivo della festa con diversi appuntamenti, la mattina, come da antica tradizione, alle 8,00, fiera mercato per le vie del paese messapico.

    Alle 17,00 appuntamento imperdibile con la storica “Cuccagna de lu Porcu meu” un gioco ed ormai un rito che si ripete nel tempo, negli ultimi anni, infatti, partecipano attivamente moltissimi giovani.

    Alle 19,00, invece, degustazioni tra gli stand con i piatti a base di succulenti piatti di carne di maiale ed altre specialità salentine, nel corso della serata “Canta Muro” sul palco, con la direzione artistica di Claudio “Cavallo”, si alterneranno numerosi gruppi di musicisti del territorio tutti protagonisti della musica provenienti dalla cittadina messapica, come: Mascaramirì, Crifiu, Terra de Menzu, Zimbaria, Bedixie e tantissimi altri. Inoltre Patrizia Miggiano delizierà il pubblico con alcuni racconti teatrali.